Un dialogo

“Come mai non esci più?”
Prendo tempo, poi rispondo: “Sto bene qui”
“non mi piace vederti cosi distrutto. Devi uscire da questo inferno”
“inferno? Ma di che cazzo parli? Guarda che io sto bene!” Rispondo.
“E allora perché ti disfi di vino?”
“Oh... il vino... quello è solo il vizio... La sbronza mi dà un tono”
“Non me la racconti giusta...”
“Sbagli, non te la racconto tutta... è diverso”
“Hai conosciuto una ragazza?” Chiede lui, partendo in quarta.
“Ne ho conosciute tantissime ultimamente, ma una è riuscita a darmi quello che cercavo”
“Ti sei innamorato Vecchio?”
“Innamorato!? Ma sei scemo!? No, ti ho detto che ho trovato una ragazza che è riuscita a darmi quello che cercavo...”
“Sesso?” Chiede lui, e le punte della bocca gli sfiorano le orecchie.
“Pensavo mi conoscessi”
“Non cercavi sesso? O amore!?” E ride sornione.
“Macché! Cercavo comprensione!”
“E questa ti comprende?”
“Si”
“E com'è?”
“E' mora”
“Dimmi di più”
“è alta”
“dai, descrivila cazzo! Descrivi il corpo!”
“Non so come sia, ho visto solo la sua bocca, e il suo sguardo. E ascoltato la sua voce...”
“Mi prendi in giro?”
“No, ti giuro”
“Dimmi la verità Emanuel, te la sei inventata!”
“No! Mentre parlavamo ieri sera le ho anche affondato un dito nel viso!”
“Cosa hai fatto?”
“Le ho affondato un dito nel viso!”
“Perché mai?”
“Dopo un paio di ore fitte a chiacchierare ho cominciato a sospettare che fosse frutto della mia immaginazione, così l'ho toccata... per avere conferma...”
Il mio amico sorride, poi mi chiede: “e dopo che le hai affondato un dito nel viso lei cosa ha detto?”
“Mi ha chiesto cosa stessi facendo, naturalmente”
“e come ti sei giustificato?”
“Le ho detto che, semplicemente, volevo assicurarmi che non fosse frutto della mia immaginazione”
“E poi? Lei come ha reagito?”
“Si è messa a ridere. Di gusto, rumorosamente! Ma questa fammela romanzare però!”
“Ok romanza, ti attendo...”

Si coprì la bocca con le mani e rise. La flebile luce proveniente dal televisore le illuminò gli occhi incurvati d'ilarità...

“Ok, hai finito? Possiamo continuare?”
“Certo”
“Dove l'hai conosciuta?”
“In camera mia”
“Parlo sul serio, dai, dove l'hai conosciuta?”
“Senti amico... sono serio anche io... l'ho conosciuta in camera mia!”
“Vuoi farmi credere che questa ha bussato alla tua porta, ed è entrata nella tua vita?”
“OH! Che paroloni che usi! Nella mia vita no, in camera mia si...”
Il mio amico resta in silenzio e mi guarda dubbioso, forse pensa che ho perso il boccino del tutto... anzi se lo guardo a modo capisco che è sicuro che io abbia perso del tutto la testa, così riparto a parlare: “dai, ti spiego... abbiamo amicizie in comune, questa doveva presentare un esame su come si scrive una sceneggiatura o che so io, e le nostre comuni amicizie l'hanno portata a me!”
“L'hanno portata dal migliore!” Dice il mio amico scherzando.
“Forse si” rispondo io, e m'accarezzo il pizzo come fossi un gerarca all'apice della sua notorietà.
“Che avete fatto tutta sera in camera tua?”
“Abbiamo guardato un film”
“Che film?”
“2046”
“Fammi capire... tu conosci una figa, non scopi da una vita, e passi il tuo tempo a chiacchierare e a farle vedere il peggio film soporifero della storia del cinema solo perché è una tua sega mentale?”
“Certo”
“Le è piaciuto almeno?”
“Molto”
“sposala cazzo”
Rido io questa volta.
“Stai bene in sua compagnia?” Chiede l'amico.
“Si, mi fa sentire a mio agio, e anche lei si trova a suo agio con me”
“Te lo ha detto lei?”
“Si, me lo ha detto lei...”
“Bene, son contento... ora devi solo provarci”
“No... metti che va male?”
“Al massimo è il riassunto di tutto...”
“Sbagli”
“Sbaglio? Perché?”
“E' diversa, non ha bisogno di me lei, non ha bisogno di un essere vivente su cui scaricare frustrazioni o perversioni, è pulita, semplicemente candida. Come me”
“Sono senza parole...”
“Ed è la cosa migliore amico mio rimanere senza parole”
Il mio amico diventa pensoso, stasera è in vena di fare domande, così riparte all'attacco: “come si chiama?”
“Non te lo posso dire”
“E perché?”
“Perché è un segreto”
“è una cosa infantile”
“fottutamente ...e fantasticamente infantile...”

Tanto poi, un giorno, faremo tutti i conti con il tempo.
Io mi sto preparando per quel giorno, e so già che sarò uno dei pochi a poter ridere durante quell'ultima battaglia. Sarà una grande soddisfazione quel riso. Sarà il raggiungimento quel gran bel sorriso.

Un gran bel sorriso.